I Ghiri in Val Bergaiasca
3 dicembre 2021
Memore della presentazione del Corso e di tutti gli sforzi necessari per la sua realizzazione tra nulla osta, preparazione del programma, ricerca dei materiali e quant’altro mai e poi mai avrei pensato di ritrovarmi a distanza di quasi due anni a scrivere queste righe.
La nota tecnica con cui, in accordo con Piè (Agosti) avevamo ‘licenziato’ il corso era che si sarebbe dovuto trattare di un corso breve, da completare nell’arco di circa 40 giorni. Avremmo sperimentato con questa formula la richiesta di corsi su argomenti ‘verticali’ quali la neve e le valanghe.
Non tutte le ciambelle, si sa, riescono col buco e questa volta, a pochi giorni dalla seconda uscita pratica in ambiente è riecheggiato in tutti noi lo spettro, o meglio l’incubo, di qualcosa che non avremmo mai immaginato e di cui avremmo fatto tutti volentieri a meno: il 21 febbraio 2020 a poca distanza dalla sede del corso, a Codogno, veniva accertato il paziente 1. Da allora la storia legata al covid-19 la conosciamo bene, purtroppo.


In accordo con la Scuola Dodi ,con il suo Direttivo e con il Servizio Valanghe Italiano, tuttavia, non abbiamo mai desistito dal concludere questo corso. Addirittura, avevamo ipotizzato di poterlo concludere a gennaio di quest’anno, ma ci illudevamo. Un ritorno della emergenza sanitaria ci aveva sorpreso, donde la necessità di optare per tempi migliori, fermo restando che avevamo effettuato un ripasso della materia in modalità ‘formazione a distanza’ che tanto ha impattato con le nostre vite in questo biennio.

19 Dicembre 2021: è una bellissima giornata di sole quella che ci accoglie ai Piani di Lesima, località prescelta per la uscita finale e per le prove di autosoccorso in valanga. Il gruppo è diminuito in numero, ma l’energia e la voglia dei presenti saranno quel differenziale in più della giornata. La località prescelta, i Prati di Cavanna, è un bellissimo balcone naturale sulle Alpi e, complice le temperature gradevoli per il periodo, sarà l’elemento determinante del corso. Dopo circa mezz’ora di avvicinamento iniziamo con tre differenti stazioni di ricerca a rotazione per tre gruppi di allievi: ricerca del primo segnale con il Piè che ‘ha perso 5 kg. per lo sforzo’, la ricerca a croce con il Manu che dà il meglio di se stesso in un perimetro di 2Mx2M ed infine la tecnica di scavo con Edo abbastanza sulle sue ‘perché mi tocca scavare un botto’. Io resto a fare da jolly, assicurandomi che nessuno stia mai con le mani in mano ma casomai con “il naso nella neve” espressione cara al mio mentore dello SVI.
La prova finale, brillantemente superata da quasi tutti gli allievi, che prevedeva di trovare, sondare e marcare due sepolti in un tempo inferiore agli 8 minuti in un campo artva disegnato a tale scopo è stata la ciliegina sulla torta. Tutti i 18 presenti hanno dato il meglio di sé per concludere al meglio questo corso.


Esaurita la prova c’è stato il giusto tempo per la discussione della giornata, lo stato delle prove ed infine anche una piccola verifica del manto nevoso.

Per la cronaca c’è stato anche chi, durante il pranzo conviviale allo Sport Hotel Prodongo, ha anche protestato per il formato troppo piccolo delle birre, ma questa è un’altra storia...

Paolo Cavallanti ‘Cava’ - Direttore - 1° Corso Neve & Valanghe

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