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Domenica 15 settembre c’era il sole in Alta Val Nure. Quale regalo migliore per tutte le persone approdate al Bivacco Sacchi per festeggiare i primi 40 anni della Ferrata Mazzocchi? Una vera e propria festa voluta e organizzata dalla sezione CAI di Piacenza e dai suoi volontari.

La giornata è cominciata presto per tutti coloro che hanno voluto prendere parte a una delle due escursioni organizzate. C’è chi è salito sul Monte Nero e chi invece ha raggiunto il bivacco passando dal Lago Nero. Ad accompagnarli c’erano i volontari del gruppo di escursionismo della sezione. I più audaci, tra cui di certo i bambini, hanno voluto provare l’ebrezza di percorrere la ferrata, sotto l’occhio vigile degli istruttori della Scuola di Alpinismo B.Dodi e degli accompagnatori della Scuola di Alpinismo Giovanile “I Ghiri”. Neppure il Dente delle Ali è stato trascurato, e alcuni dei presenti si sono divertiti a scalare le sue pareti.

Insomma, una giornata piena, che è riuscita a raccogliere tutti i partecipanti intorno al Bivacco, intorno a un ricordo e a una storia da raccontare. Tante le persone che, sedute sui massi sotto il Dente o al fresco degli alberi lì accanto, hanno ascoltato un pezzetto di storia di alpinismo d’Appennino! Aldo Scorsoglio, il Presidente della sezione Cai Piacenza, ottimo padrone di casa, ha guidato il susseguirsi degli interventi. Così, dopo l’introduzione geografica-naturalistica di Margherita Boselli, si è parlato del vero protagonista della giornata, Luigi Mazzocchi, socio Cai piacentino, molto attivo in sezione e valido alpinista. La ferrata a lui intitolata venne realizzata tra il 1978 e il 1979, pochi anni dopo la sua scomparsa, avvenuta mentre rientrava dalle Pale di San Martino, dove aveva scalato la Via del Velo. Sono stati Riccardo Malchiodi, compagno di scuola, e Nando Procaccini, compagno di cordata, a presentare Luigi, a raccontare l’uomo e l’alpinista, ma soprattutto l’amico.

C’è stato tempo anche di ricordare la determinazione di tutti coloro che, portando a spalla il materiale e lavorando sia di giorno che di notte, hanno costruito la ferrata. I soci Lucio Calderone e Giorgio Riviera hanno parlato delle difficoltà e della fatica di quei giorni, ma hanno anche fatto comprendere il valore dei legami che si creano condividendo esperienze in montagna e, più in generale, nella vita.

Essendo al cospetto del Bivacco Sacchi, di una decina d’anni più anziano rispetto alla ferrata, non si poteva non dedicare qualche parola anche a lui, simbolo di un luogo che negli anni ’60 e ’70 fu terreno d’avventura per molti giovani alpinisti piacentini.

Giunti al termine di questo racconto corale, dopo aver ringraziato i presenti e coloro che hanno organizzato la festa, Scorsoglio ha invitato tutti a brindare con il vino e le torte offerti dal Cai di Piacenza. Il sole era ancora lì, a raccogliere la dolcezza di un lieto fine.

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