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lago

PARTENZA PULLMAN: Via Atleti azzurri d’Italia, Piacenza (parcheggio centro commerciale) ore  7,00

PREZZO

20€ soci CAI, 25€ non soci

lago

Descrizione itinerario

L’escursione da passo Nota (1200 m) al Monte Carone (1620 m) è breve e richiede circa mezza giornata: la si considera per escursionisti esperti per il fatto che l’ultimo tratto del sentiero “Agostino Tosi” è aereo e un po’ esposto, ma la presenza di cordini metallici rende i passaggi sicuri.
Si percorre la Gardesana Occidentale fino a Limone; qui si seguono le indicazioni per Tremosine, Vesio e passo Nota (a 9 km da Vesio). Si parcheggia a 300 metri dal rifugio degli Alpini, in corrispondenza dell’ultimo tornante verso destra, dove è possibile vedere una fontana costruita dal genio militare italiano durante la Grande Guerra. Superato il rifugio degli Alpini dopo cinquanta metri si svolta a destra seguendo il segnavia 421 in direzione Bocca dei Fortini (a sinistra il sentiero scende in val di Ledro). In 15 min su comoda mulattiera si raggiunge passo Bestana (1.274 m), poi si scende aggirando un piccolo stagno e si prosegue in piano restando sulla strada (ignorare alcuni sentieri laterali) fino alla Bocca dei Fortini (30 min): a questo bivio si mantiene ancora la destra (direzione Baita Segala); nel bosco si scorgono ruderi di edifici  e caverne quasi inghiottite dalla vegetazione. In pochi minuti si  incontra sulla destra un’area attrezzata per pic-nic; sulla sinistra si diparte invece il segnavia 105 (Agostino Tosi), il tratto più faticoso dell’escursione, ma decisamente il più bello e ricco di testimonianze. Inizialmente il sentiero sale dolcemente in mezzo al bosco, compiendo ampi tornanti: poi  appare improvvisamente un canalone che si risale grazie ad una spettacolare scalinata (circa 250 gradini) costruita nella roccia durante la guerra dagli Alpini.
Usciti dal canalone si prosegue per dieci minuti tra ruderi di baraccamenti e postazioni: dalla vetta la vista si apre sul gruppo del Baldo, il lago di Garda, il lago di Ledro, mentre sullo sfondo svettano il Carè Alto, la Presanella e il gruppo del Brenta. La croce di vetta è stata costruita dagli Alpini di Molina di Ledro utilizzando residuati bellici quali filo spinato e gli elmetti dei due eserciti contendenti. Proseguendo sulla cresta verso est per circa 5 minuti si giunge ad un rilievo dove si trovano i resti ottimamente conservati di una postazione d’artiglieria antiaerea.

IL MONTE CARONE E LA GUERRA
Durante la Grande Guerra il monte Carone fu trasformato dai comandi italiani in un grande complesso militare: lo scopo era quello di sbarrare la strada ad eventuali offensive austriache nella zona del lago di Garda. Sulla linea Cima Vil – monte Carone – Bocca dei Fortini (centro di comunicazione tra i diversi settori) furono realizzati numerosi alloggi per le truppe e depositi.
Il grandioso panorama che si può godere oggi dalla cima del monte Carone fa intuire facilmente l’importanza strategica del sito. La cima era quindi  altamente strategica per il controllo di questo settore: nei punti più esposti si trovavano luoghi di osservazione, numerose le piazzole per l’artiglieria e artiglieria antiaerea (una, come s’è detto, a tutt’oggi in buon stato di conservazione . La discesa verrà effettuata  sempre sul sentiero 105 in direzione di Pregasina passando per Passo Guil (1200 m), Punta Mulghera,  Passo Rocchetta (1150 m) , Malga Palaer (950 m), Punta Larici (865 m)  dove potremo goderci il tramonto con una vista stupenda e arrivo alla chiesetta di Pregasina (520) dove ci aspetterà il pullman. 

 

Dislivello di salita al Monte Carone: 420 m

Tempo di salita: 2,00 h – tempo di escursione previsto: 6 ore (con le soste)

Punti di appoggio: Baita Segala (q. 1250 m)

Cartografia: KOMPASS – Lago di Garda 1:25.000 – TABACCO – Alto Garda – Ledro 1:25.000

Pranzo al sacco e  si consiglia di dotarsi di almeno 2 borracce di acqua da 750 cl. a testa, dato il periodo.

Attrezzatura: Scarpe da trekking leggero e bastoncini 

map

 

 

 

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