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rassegna stampa

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Il Cal di Piacenza punta sui giovani per rilanciare l'alpinismo

Da giovedì a Piacenza Expo, durante Futura Informa, uno stand ed una struttura per simulare le "arrampicate"

PIACENZA - Prosegue anche quest'anno a Piacenza lo sforzo dell'Alpinismo giovanile del Cai (Club alpino italiano) per collaborare col Coni al progetto di presentare ai giovani tutte le attività sportive praticate nel nostro territorio. Da giovedì prossimo, 11 novembre, il Club alpino sarà presente con un proprio stand a Piacenza Expo in occasione di Futura Informa, la fiera per lo studente e la famiglia.

E fino a domenica 14, gli accompagnatori di alpinismo giovanile del Cai saranno a disposizione dei ragazzi che vorranno cimentarsi giocando sulla struttura di arrampicata, e dei loro genitori che vorranno chiedere informazioni sulle attività progettate per i loro figli.

«Attività mirate - dicono al Cai - ad una crescita umana e tecnica, in piena integrazione con tutte le altre discipline sportive che il ragazzo oggi deve sperimentare, attività presentate ed effettuate con i corretti metodi pedagogici "tagliati" per le diverse fasi della crescita, pilotate da accompagnatori usciti da severi corsi di formazione del Cab>.

Lo stand del Club alpino sarà allestito nel settore riservato alle associazioni, in uno spazio con strumenti audiovisivi studiato per una gradevole accoglienza dei giovani ed un professionale "angolo" di ascolto-dialogo con i genitori, cioè con coloro che dovranno comprendere ed orientare le attitudini dei loro figli.

«L'azione dell'Alpinismo giovanile nei confronti dei giovani - affermano al Cai - non si esaurisce con il solo accompagnamento di gite sui sentieri montani, ma deve impegnare grandi risorse a tutto quell'aspetto multidisciplinare che l'ambiente alpino richiede. Dall'orientamento alle tecniche di movimento, dalla nivologia alla morfologia, dalla presenza dell'uomo nell'ambiente ai fenomeni meteo. Il tutto attraversato da due concetti vitali. La sicurezza, che determina la tranquillità fisica e psicologica del ragazzo. E il gioco, come necessario metodo di apprendimento».


Libertà, 8/11/2004.

Un annullo postale ricorda il piacentino salito in vetta al K2

Il CAI presenta l'iniziativa sull'impresa di Guido Pagani. "Un uomo di pianura che adorava la montagna"

(i.m.) Un annullo postale corona le immagini che ritraggono il K2 di Guido Pagani, il medico alpinista piacentino che nel 1954 raggiunse la vetta del circolo himalayano. E nell'anno in cui si celebra il 50esimo anniversario della storica scalata, dopo la salita dei piacentini quest'estate, le celebrazioni continuano. "Abbiamo pensato di ricordare il nostro socio con un segno che rimanesse nel tempo" spiega Bruno Scotti presidente Cal di Piacenza.

E nella sola prima giornata sono stati circa 200 gli annulli richiesti al banco allestito nei saloni degli Amici dell'Arte. A fare da contorno è stata allestita una mostra di immagini tratte dall'album di Vittorio Sella. Tutti gli scatti regalano visioni originali dell'epoca dove il profilo imponente della montagna spicca sovrano. "Durante i lavori per l'edizione di un libro dedicato all'alpinismo piacentino è stato trovato il libro fotografico di Vittorio Sella e le riproduzioni utilizzate perle prove di stampa sono confluite nella mostra allestita nei saloni degli Amici dell'Arte. Due in particolare sono state elette per diventare le cartoline su cui apporre l'annullo a ricordo dell'alpinista piacentino, scomparso nel 1988".

In una fotografia è stata ritratta la tenda utilizzata dal Duca degli Abruzzi nella spedizione sul K2 nel 1909. Nell'altra, invece, appare quella utilizzata nel '54 da Guido Pagani sulla cui sommità sventola il gagliardetto biancorosso piacentino. Nella sola giornata di venerdì sono stati 200 gli annulli e le cartoline richieste. E' ancora possibile entrarne in possesso recandosi allo sportello dell'ufficio filatelico della posta centrale.

"Siamo particolarmente felici che i piacentini abbiano apprezzato l'iniziativa in memoria del celebre alpinista nostro concittadino" ha affermato il presidente del Cai. Le immagini esposte riportano alla mente degli appassionati della montagna i ricordi di uno dei massimi arrampicatori dell'epoca. "Guido era un uomo di pianura ma con un grandissimo amore per la montagna - ricorda Bruno Scotti - da Piacenza partiva anche in motorino per arrivare fino al passo Sella e raggiungere gli amici e partire per una spedizione". Tante sono le vie nei crinali percorse e ripercorse da Guido Pagani, soprattutto nelle Dolomiti la zona piť amata dallo scalatore padano. "Nel '54 fu poi selezionato tra i migliori nomi italiani di allora per partire e raggiungere il K2".


Libertà, 13/10/2004.